Mirabilia del cane "fapompin" raccontino inedito di Enrico Pieruccini
Ispirandomi a un libro di Sterling North per l'infanzia, So dear to my heart (in italiano Tanto caro al mio cuore, Mondadori 1951), dove il protagonista, un bambino, era ritratto in copertina col suo amatissimo agnellino al guinzaglio, ho scritto cinque raccontini "beckettiani" giocati su un ometto che gironzola per la città insieme a un agnello. Quattro sono stati pubblicati su riviste. Non uno quello che vi apprestate e leggere perché giudicato troppo sconcio. Devo dire che questo raccontino è nato qualche anno fa da un'antipatia, letteraria s'intende, per Tim Parks (trapiantato a Verona) e per altri scrittori stranieri trapiantati in altre zone d'Italia. Un'antipatia per il loro voyeurismo, il loro "guardonismo" moralistico, il loro narcisismo che gli fa credere di capire tutto in quattro e quattr'otto e li rende ridicoli. Da qui questa scherzosa parodia dove tutto è estremo, a partire dal vizietto degli abitanti di questa cittadina della provincia italiana dove Sciungino, l'ometto che gironzola con l'agnello al guinzaglio, giunge da qualche parte di qualche campagna circostante.
Sciungino vede una ressa laggiù in fondo al vicolo. Della gente viene via trafelata.
È unindecenza dice qualcuno.
Ma altri non la pensano alla stessa maniera e arrivando di corsa chiedono dove sta il cane e se veramente fa quello che si dice in giro.
Sono tanti ad arrivare, più di quelli che se ne vanno. In pochi minuti la notizia ha già belle fatto il giro della città e la gente arriva a frotte.
Lagnello scalcia, impaurito dalla ressa, e Sciungino lo prende in braccio bestemmiando.
Guarda bellino, devessere quello lì urla un donnone indicando lagnello.
Macché nonna, non lo vedi che quello lì è un agnello? la incalza un ragazzotto sui sedici diciassette anni che se dipendesse da lui correrebbe come un fulmine ma che invece si trattiene per aspettare la nonna che ansima e avanza come può, un nonnulla e quella ci rimane secca e dura.
Sublime, questa veramente bella usanza di italiani borbotta con accento americano un tipo grassottello sulla quarantina che si allontana beato dopo essere uscito a fatica dalla casa del cane. Lui, il tipo sulla quarantina che si è appena fatto fare il servizietto, un americano che fa il lettore alluniversità e che ha scritto un libro facendo il guardone di tre famiglie sue vicine di casa e spacciandolo negli States come un libro di acute osservazioni sugli italiani.
Ma si può sapere che cazzo di speciale cià quel cane là? chiede un omone proprio allamericano.
È cane... come voi dire in italiano? Ita barbecue-dog, cane succhiabischero, e con donne, io penso, blower some tunes. Certo, voi italiani, porci! E io ora scriverò libro su questa vostra abitudine maialona e si allontana beato guardando bene che non ci siano tracce di sperma sui pantaloni e pelo di cane.
E si allontana anche Sciungino. Che lagnello pure ciucci il nerchia Sciungino sente dirlo a più duno. Meglio tagliare la corda. E con lagnello che si dimena tra le sue braccia, si allontana gambe in spalla a suon di moccoli.
Vedi, gli fan fare i turni alle bestie! Vedi, cera quellagnellino lì a fare il ciucciarnese e il leccatrifola prima del cane! dice un ometto piccino a uno piccino come lui, entrambi vogliosi di godersela un po e a buon mercato.