Spaccato
di ragazza

racconto di Pietro Pancamo


Il sole, oggi, ha deciso.
Per questo il cielo è completamente azzurro, sin nel più piccolo dettaglio.
Per questo la primavera smalta di luce ogni strato d’aria, rimodernando di germogli (e poi foglie novizie) la superficie vuota dei rami in abbandono.
Intanto nelle viscere dell’uomo, il buio sottocutaneo del torso e delle membra si ravviva di scatto e allegramente perché il nostro sangue, che ci attraversa di giorno e notte, strisciando come una talpa lunga, snodata e a forma di fiume nelle condotte e gallerie corporee (le arterie, ad esempio, che sono flebo naturali e interne), riprende fluidità di slancio, iniziando ad orbitare con velocità più spontanea e soda nell'organismo intero.

"Minchia, che bello!", sorrise all'impazzata la pingue Martina, ammirando con gioia lo splendore del mattino, dedito (già da qualche ora) a temperature miti e rassicuranti.
"Proprio rilassante il calduccio d'aprile", concluse la ragazza, richiudendo la sua finestra di città e ripensando a ciò che aveva visto: un panorama urbano di periferia, con alberi e giardinetti in ghingheri.
Ah, lo spettacolo dei fiori! (... in nascita ed in crescita... ). Guardarlo era stato un prodigio, una meraviglia. Da immortalare adesso, e all'istante, nel diario. Quello che Martina usava coltivare, come un hobby poetico-filosofico. E nel quale imprimeva (se non a fuoco, almeno a inchiostro) riflessioni e sentimenti. Impeti e sussulti. Palpiti ed orgasmi.
"Cazzo!" - scrisse infatti la paffutella, ragionando con forza ed entusiasmo sul rigurgito di fiori e tinte, scorto poco prima. "La natura che, rigenerandosi, vince ed adorna l'antibucolico cemento, non può lasciare indifferente una diciottenne all'avanguardia (e persino d'animo ecologista!) come me. Anzi mi affascina a tal punto, che voglio rinascere (supremamente!) anch'io".
Ecco perché si mise a dieta, confinandosi a mangiare cibi dimagranti e pranzi di facciata (ovvero inconsistenti) per un complesso di giorni (e vitamine e integratori alimentari) pari a lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato.

Poi arrivò la domenica. E Martina, appena uscita dalla chiesa, camminava a passi blandi sul sagrato. Indosso aveva un comune strumento di sudore (la tutina ginnica, arricchita di scarpette e tutta una primavera di colori!) e nel frattempo con le dita riaccendeva premurosa il cellulare, assemblando un numero di tasto in tasto.
Di tanto in tanto?
No: di tasto in tasto!

"Pronto, Andrea?... Una mezz'oretta e ti raggiungo... Subito non posso... Eh!: devo prima fare una corsetta!... Sì, per esercizio. E in particolare per evacuarmi di torno le cicce sovrannumerarie che la carne di Gesù mi ha misticamente infuso... Pazza un corno! È che son stata a Messa e come tu ben sai, la transustanziazione ti combina un guaio: col risultato che il bravo sacerdote (neanche fosse un cameriere) ti serve e propina un corpo intero, al gran completo di carne e supercalorie... Basta con gli insulti: non sono manie, queste, ma verità di fede. E comunque che colpa ne ho se il cristianesimo fa ingrassare e se l'ostia è insomma un pasto compatto, proprio come le razioni k dei militari americani o quelle liofilizzate degli astronauti? Io, dinanzi a simili rivelazioni ed eucaristiche realtà, posso solo correre, correre sparata e... Non da te! Per l'isolato: così sciolgo i chili in ecce... D'accordo, mi sbrigo. D'altronde te l'ho detto: una mezz'oretta e ho finito... Certo, poi scopiamo... Uh che carino: mi hai già comprato la pillola! Dolce che sei!".
E salutando intenerita, l'atletica fidanzata ripose il telefonino in tasca. Quindi iniziò a dar di piedi sull'asfalto.

Il sole, oggi, ha deciso.
Per questo il cielo è completamente azzurro, sin nel più piccolo dettaglio.
Per questo la primavera smalta di luce ogni strato d'aria, rimodernando di germogli (e poi foglie novizie) la superficie vuota dei rami in abbandono.
Intanto, con un bel fiatone di circostanza, Martina si lancia energica in salita... quasi all'arrembaggio del sole.
Che, alto come un biondone appassionante, rifulge lassù... in tutto il suo calore.

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