riscoperte

Anton Germano Rossi:
un genio della risata
di Enrico Pieruccini

Non servono giri di parole e chissà quali teorizzazioni a rievocare Anton Germano Rossi (Parma 1899, Roma 1948). Bastano le sue parole, quelle di uno dei suoi racconti contenuti nella raccolta Porco qui, porco là edita da Bietti nel 1966 nella collana "Il picchio" diretta da Carlo Silva. Il racconto Il famoso barbiere, racconto dove ci sono tutti gli elementi della scrittura incalzante ed essenziale di Rossi il cui stile ricorda moltissimo quello di Plume di Henri Michaux (anche lui nato nel 1899) scritto nel periodo 1930-1936. Nel rievocare Rossi, ci piace ricordare anche il capolavoro di Michaux pubblicato da Gallimard nel 1963 e da Bompiani nel 1971 col titolo Un certo Piuma nella traduzione di Alfredo Giuliani.



Il famoso barbiere
di Anton Germano Rossi


– Buon giorno – salutò sorridendo il nuovo cliente entrando dal famoso barbiere e mettendosi a sedere. - Barba! ...
– ... e capelli – disse freddamente il famoso barbiere passando l’asciugamano sotto il collo del nuovo cliente.
– No – replicò gentilmente il nuovo cliente: - barba sola.
– Barba, capelli e frizione - disse il famoso barbiere ancora freddamente pigliando le forbici. – Stia fermo con la testa! – aggiunse secco dandogli un ceffone.
– Ma... – disse il nuovo cliente.
– E zitto! – esclamò il famoso barbiere appioppandogli un violento scappellotto.
– Ma... – tentò ancora il nuovo cliente.
– Guardi... – disse gentilmente il vecchio cliente chinandosi affettuosamente verso il nuovo cliente e mettendosi un dito sulla bocca: – è meglio che stia zitto...
– Lei si impicci per sé! – disse il garzone del famoso barbiere al vecchio cliente dandogli un cazzottone sotto il mento. - Andiamo! - aggiunse poi rimettendogli violentemente la testa a posto.
– C’è molto? – domandò sorridente un cliente entrando in quel momento - altrimenti ripasso! - E fece l’atto di uscire.
– C’è quanto ci pare – disse un altro garzone alzatosi improvvisamente, agguantando per il petto il cliente entrato in quel momento e sbattendolo su una sedia. – Lei non ripassa un corno... capito? – aggiunse poi mettendogli un dito sotto il naso.
– Senta – rischiò debolmente il nuovo cliente al famoso – li vorrei con la sfumatura...
– Ragazzo! – disse freddamente il famoso barbiere facendo un rapido cenno con la testa al ragazzo che accorreva – stacca un bottone al cappotto del signore... così impara a non chiacchierare.
– Ma... – disse il nuovo cliente.
– Strappagli il nastro al cappello... – insisté, ostentando la calma, il famoso barbiere rivolto al ragazzo che strappò il nastro al cappello del nuovo cliente.
– Ha visto che capoccia ci ha questo qui? – domandò ad un tratto il garzone rivolto al famoso barbiere, indicando il vecchio cliente.
– E questo? – rise il famoso barbiere acchiappando con forza la testa del nuovo cliente e voltandola verso il garzone.
– Poi fanno tante storie! – aggiunse sogghignando. – Ve la do io, per la miseria! – terminò scuotendo la testa e ricominciando a sforbiciare.



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