recensioni - autori famosi
autori famosi, agenti rapinosi
recensori rinomati, poveri librai...
...
poverissimi lettori

di Francesco Varanini

Perché nessun critico, nessun recensore, parla male dei libri di autori famosi?

Primo, perché quanto un autore assurge allo status di Mostro Sacro diventa non–criticabile. Questo in virtù dell’antico principio "cane non morde cane". Se io infatti faccio una cattiva recensione del tuo libro, quando io pubblicherò il mio libro tu, o magari un tuo amico, potreste ricambiarmi con una recensione ancora più cattiva. E perché correre questo rischio?

Secondo, perché le recensioni dei libri dell’autore famoso sono scritte prima che il libro esca. Come si fa a recensire un libro che non c’è ancora? Si lavora su informazioni fornite dall’editore o dall’agente dell’autore. Si leggiucchiano qua e là le bozze, se è un libro tradotto e si è scrupolosi si dà anche un’occhiata alla versione originale. Anche così ci si può ben accorgere se un libro vale poco. Ma il Recensore Rinomato non può dirlo: la "recensione fatta prima che il libro esca", infatti, non ha lo scopo di raccontare come quel libro è davvero, ma semplicemente di farlo comprare. Cosicché assurge allo status di Recensore Rinomato solo il recensore che la casa editrice paga l’autore tramite una percentuale del prezzo di una copertina di ogni copia venduta, quindi in teoria rischia ben poco. Ma seguite il ragionamento: se l’autore è famoso, il suo agente chiede alla casa editrice molti soldi di anticipo sui diritti delle copie che – essendo l’autore famoso – sicuramente si venderanno. Avendo ceduto alle pretese dell’agente (che ha sempre pronta la minaccia di andarsene dall’editore concorrente), la casa editrice, se non altro per recuperare il denaro anticipato, e magari per guadagnarci qualcosa, quel libro deve assolutamente venderlo. Allora forza la distribuzione, imponendo al libraio l’acquisto di molte copie di quel libro. Il libraio, essendo stato costretto ad acquistare molte copie di quel libro, deve a sua volta forzarne la vendita. E avendo speso molto per comprare quell’unico libro, potrà comprare pochi altri libri.

Si tenga conto che lo spazio di una libreria non è infinito. Il libraio è costretto a riservare ai libri degli autori famosi il posto d’onore. Avete tutti ben presenti quelle pile che campeggiano nel luogo più visibile e di maggior passaggio? Così non solo il libraio avrà comprato pochi libri di autori-non-famosi, ma non avrà la possibilità di esporli in modo adeguato, perché lo spazio buono è tutto occupato dai libri degli autori famosi.

Come vedete, partendo dalle recensioni si arriva ad un ragionamento più generale. Che vale per l’editoria italiana, dove tutto è aggravato dal fatto che il mercato è piccolo e asfittico. Ma vale anche per il ‘mercato globale’.

Vale anche per le librerie presenti su Internet. Amazon.com poteva imporre un'inversione di tendenza, mettendo sullo stesso piano, sul suo scaffale virtuale, tutti i libri con pari dignità. Ma anche su Amazon.com preme il mercato consolidato fatto di autori famosi che sostenuti dai loro agenti hanno spuntato alti anticipi, imponendo così agli editori di vendere monte copie di quel libro… e qui mi fermo per non ripetermi. Ma il risultato lo vedete anche voi: l’home page di Amazon.com mette in bella vista i titoli dei Soliti Noti, proprio come fa, suo malgrado, un qualsiasi libraio.

Che resta da fare al lettore? Non lasciarsi condizionare dalle pile di libri messi in bella vista. Diffidare delle classifiche dei libri più venduti, diffidare delle recensioni. Guardare, invece, negli angoli più nascosti delle librerie, cercare sui banchetti, nelle librerie a metà prezzo. Visto che il libro cattivo scaccia quello buono dal posto d’onore in libreria, è probabile che i libri buoni si trovino in questi luoghi marginali.

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