Greco&Greco
pubblica
un divertente libro
di Giancarlo Ravazzin,
Burqa miseria!,
cabaret
misto a Woody Allen,
Achille Campanile
e Amici miei.

di Enrico Pieruccini


In succedaneo stile tipo "porca pupazza" o "cazzarola", s'intitola Burqa miseria! l'ultimo libro di Giancarlo Ravazzin (Greco&Greco Editori, pagg 110, euro 6,50) da luglio 2004 in libreria. L'espressione, a dirla, è una donna, o meglio sono alcune donne che, nella prima parte, tracciano una a una (ma il "suggeritore" è Ravazzin) varie tipologie femminili: la complessata, la narcisa, la riccona che storpia le parole, la finta santarella, la single scatenata, l'esteta del gusto, la sportiva e altre ancora. Con incursioni anche nella letteratura da dove saltano fuori Madama Butterfly, Penelope, Desdemona o una fanciulla del West parafrasata (per chi non l'avesse capito siamo in pieno cabaret scritto da Ravazzin per un trio di donne) in fanciulla dell'Est, tale Galina Kefalova, già sposata a Ivan Keciprova e ora "adottata" da tale Salvatore Esposito, emblema italico del maschio latino non acculturato. Questo nella prima parte, "dentro il burqa". Nella seconda, "sotto il burqa" con la postilla «cabaret col bollino blu» perché – dice Ravazzin – «sono un poeta catalico, i miei versi non inquinano, le battute son gentili senza polveri sottili», ai ritratti subentrano pensierini, ballate, parodie di opere liriche, microsceneggiature cinematografiche e poesie. Ce n'è per tutti i gusti. E se qua è la fa capolino Woody Allen (dagli spermatozoi di Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere a un Provaci ancora Sam con un astronauta lontano mille miglia da Bogart), ecco emergere, in altre pagine, a seconda delle circostante e degli argomenti, i registri più diversi. C'è lo stile Bagaglino: «Il mio fidanzato è sincero e puntuale. Per questo mi fa paura quando mi dice: cara, sarò da te alle otto, senza fallo». E c'è lo stile Amici miei: «La prima virtù di un cane è la fedeltà. Difatti non esistono cani con le corna». Inevitabile il rimando a Tognazzi che al cornuto del Montagnani suggeriva di essere astuto come un cervo. «Come la volpe” replicava l'altro. «Sì, ma la volpe non ci ha le corna!» infieriva allora Tognazzi. C'è l'antico stile rivista dei Rava con Otello, Desdemona e Cassio in quel "de Venessia" e con la vicenda del "fassoleto" messa in burletta. E c'è l'inossidabile stile Achille Campanile della Moglie ingenua e il marito malato: «Madre! Aurelia – canta il tenorino Pasquale in una divertente parodia dei libretti d'opera – più non vedo! / Il cuore mio è ferito / e in fronte c'è un prurito / che comincia, che comincia ad affiorar! Che cosa mai sarà?». «Corna, caro Pasqual!» replica lapidaria la madre innescando la disperazione del figlio che alla fine declamerà di sentirsi preso per il cu.. cuor. Insomma Ravazzin si diverte e fa divertire il lettore con questo "libro senza tempo" dove giri pagina e t'imbatti in qualcosa che assolutamente non ti aspettavi, come in quel "florilegio di cronaca nera" che recita così: «Edera si arrampica al secondo piano, perde l'equilibrio, cade e si frattura le foglie». E di sorprese piacevoli ce ne sono tante
.



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