from: "raul schenardi" <raulschenardi@libero.it>
To: <francesco@eseresi.it>
Sent: Friday, May 02, 2003 10:53 AM
Subject: Cavalieri Erranti


CAVALIERI ERRANTI DELLA LETTERATURA

Lettera aperta alla stampa di un gruppo di traduttori letterari riuniti attorno alla lista di discussione Biblit. Si rivendica maggiore rispetto e un giusto riconoscimento per la figura troppo spesso trascurata del traduttore, "l'ultimo, vero cavaliere errante della letteratura", secondo l'epica definizione di Fruttero&Lucentini.

«Il problema del tradurre è in realtà il problema stesso dello scrivere e il traduttore ne sta al centro, forse ancor più dell'autore. A lui si chiede [...] di dominare non una lingua, ma tutto ciò che sta dietro una lingua, vale a dire un'intera cultura, un intero mondo, un intero modo di vedere il mondo. [...] Gli si chiede di condurre a termine questa improba e tuttavia appassionata operazione senza farsi notare. [...] Gli si chiede di considerare suo massimo trionfo il fatto che il lettore neppure si accorga di lui [...] un asceta, un eroe essenzialmente disinteressato, pronto a dare tutto se stesso in cambio di un tozzo di pane e a scomparire nel crepuscolo, anonimo e sublime, quando l'epica impresa è finita. Il traduttore è
l'ultimo, vero cavaliere errante della letteratura».
(Fruttero&Lucentini, I ferri del mestiere, Einaudi, Torino 2003)

Siamo noi i cavalieri erranti: del sublime non vogliamo dire, ma l'anonimato lo conosciamo bene. Non rivendichiamo eroismi e il crepuscolo è il fondale di tutti i nostri giorni, ma siamo stanchi di lasciare che c'inghiotta a ogni impresa.
Abbiamo nomi e cognomi, dietro i quali convivono la passione per un lavoro che si nutre di silenzio, ma anche un'amara dose di frustrazione perché il mondo che crediamo di abitare a pieno diritto, il mondo delle parole, il paesaggio affascinante della letteratura, troppo di rado si accorge e si ricorda di noi.
I nostri editori, è vero, scrivono il nostro nome sui frontespizi, qualche coraggioso persino in copertina: alla menzione sono obbligati da una legge che protegge le elaborazioni creative di un'opera, «quali le traduzioni in altra lingua», e dunque equipara nel diritto la dignità artistica del traduttore a quella dell'autore. Ma solo poche, onorevoli voci di recensori riconoscono piena dignità alla figura del traduttore e poco più numerosi sono i redattori delle pagine culturali di giornali e riviste che si preoccupano di indicarne il nome accanto agli altri dati.
La stessa legge afferma che riassunti, citazioni o riproduzioni di un'opera dell'ingegno debbano essere «sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratta di traduzione, del traduttore», ma l'abitudine consolidata è di riportare passi di un'opera tradotta all'interno di qualsiasi testo o di leggerli all'interno di un programma senza mai citare la persona che quell'opera ha reso disponibile nella nostra lingua.
È alla luce di questa avvilente e quotidiana constatazione che riteniamo giusto rivolgerci al vasto pubblico nel tentativo di uscire da quell'eterno crepuscolo che per le caratteristiche della nostra attività ci riguarda ma non esaurisce la verità del nostro lavoro. È importante che restiamo discreti, ma non vogliamo essere invisibili.
È normale che al lettore generico possa sfuggire il fatto che se legge in italiano il libro di un autore che in italiano non scrive, qualcuno deve pur avere dedicato qualche mese della sua vita a tradurre quelle pagine... Ma con gli "addetti ai lavori", con i critici, i recensori, i redattori di pagine culturali, i giornalisti, i conduttori di trasmissioni in cui a qualunque titolo si parli di libri, non ci sentiamo di essere altrettanto indulgenti.
Ci siamo anche noi, siamo parte del processo che dà vita a oggetti importanti: i libri. I libri del pianto e del riso, dell'amore e del dolore, della scienza e dell'evasione, i libri che in ogni modo toccano il cuore delle persone, si devono anche a noi. Desideriamo che il nostro nome sia lì a confermarlo e che la nostra opera non passi sotto silenzio.
Il recensore che si prodiga in elogi dello stile, delle scelte lessicali, delle acrobazie linguistiche di un autore, se ha letto il libro in originale dovrebbe sentire il dovere di commentarne la resa italiana; e se l'ha letto in italiano, dovrebbe ricordarsi che ha letto le parole, le frasi e i ritmi scelti dal traduttore.
Chiediamo il giusto riconoscimento così come siamo pronti ad accettare qualunque critica competente e motivata.
Siamo cavalieri erranti, e non abbiamo paura
.

Hanno aderito finora:

Damiano Abeni, Dori Agrosì, Federica Alba, Marina Albamonte, Bruno Amato, Richard Ambrosini, Anne Milano Appel, Ada Arduini, Antonella Baldo, Vincenzo Barca, Maurizio Bartocci, Anna Bassan Levi, Franco Basso, Maria Bastanzetti, Daniela Benigni, Anna Beria, Rossella Bernascone, Bruno Berni, Gabriella Bertilaccio, Paolo Bianchi, Silvia Bianchi, Annamaria Biavasco, Livia Bidoli, Johanna Bishop, Maria Rosalia Bitri, Manuela Bizzarri, Silvia Bortoli, Adriana Bottini, Francesca Bovone, Silvana Brusati, Dolores Cabrera Mejia, Silvia Camicia, Adele Cammarata, Giorgia Capelli, Anna Carbone, Ilide Carmignani, Giuliana Carraro, Caterina Cartolano, Barbara Cavallero, Lucia Cavalli, Maria Cristina Ceruti, Stefania Maria Ciminelli, Umberto Cini, Adelaide Cioni, Matteo Colombo, Maria Rosaria Contestabile, Luca Conti, Mirella Cosentino, Silvia Cosimini, Carlo Cosolo, Maria Teresa Cudemo, Concetta Maria Cuppari, Ilaria Dal Brun, Elena Dal Pra, Javier Davila, Remo De Fabritiis, Serena de Palma, Gaia de Zambiasi, Beatrice Della Siega, Marina Di Leo, Primo Di Saverio, Riccardo Duranti, Nanni Falconi, Lara Fantoni, Vittorio Felaco, Giovanni Ferrara degli Uberti, Adriana Ferrigno, Rosaria Fiore, Lucia Fochi, Francesco Francis, Anna Fontebuoni, Valeria Fucci, Beatrice Fulimeni, Maria Teresa Gabriele, Carla Gaiba, Fabio Galimberti, Tiziana Gambardella, Annalisa Garavaglia, Giovanni Garbellini, Tania Gargiulo, Giuseppe Genna, Maria Enza Giannetto, Elena Grassi, Francesca Guli, Karin Hellbom, Alexandra Hoi, Eva Kampmann, Tiziana la Cecilia, Maria Cristina Leardini, Andrea Leitenberger, Claudia Valeria Letizia, Fernanda Littardi, Matilde Macaluso, Giuseppe Mainolfi, Gina Maneri, Gabriella Manna, Francesca Martinelli, Anna Martini, Matilde Marziano, Nazzareno Mataldi, Fabiana Mazzarella, Stefania Mazzoran, Gail McDowell, Patrick McKeown, Maria Angela Meraviglia, Anna Mioni, Eleonora Mogavero, Angela Monetta, Tatiana Moroni, Sabina Moscatelli, Maurizio Nati,Silvia Nerini, Arianna Niero, Daniela Nosari, Francesca Oddone, Lia Ogno, Leonarda Oliveri, Sergio Orrao, Norma Orsini, Margherita Pagliero, Carla Palmieri, Monica Pareschi, Luca Parisi, Paolo Parisi Presicce, Caterina Pascot, Giusi Pasi, Gloria Pastorino, Valeria Pazzi, Simona Pellis, Lucia Perilli, Alessandro Peroni, Sergio Claudio Perroni, Irma Perrotti, Nicoletta Pesaro, Germana Piantone, Cinzia Pieri, Annalisa Piersigilli, Antonio Pistillo, Cristina Pittiglio, Angela Pivetta, Sergio Poli, Silvia Pozzi, Piero Ambrogio Pozzi, Laura Prandino, Cristina Proto, Marina Pugliano, Laura Pugno, Christian Raimo, Anna Ravano, Giorgio Rinaldi, Lucilla Rodinò, Luciana Rodrigues, Elena Rolla, Marina Rullo, Antonella Sagone, Annamaria Sanfelice di Monteforte, Nicoletta Santambrogio, Maria Antonietta Saracino, Marco Sbicego, Raul Schenardi, Giuliana Schiavi, Liliana Schwammenthal, Giovanna Scocchera, Flavia Sigona, Andrea Sirotti, Mirella Soffio, Maurizio Spagnuolo, Federica Tappi, Rossana Terrone, Martina Testa, Maria Elena Tondi, Bruna Tortorella, Alessandra Tubertini, Elisa Villa, Beatrice Visconti, Paola Vitale, Alessia Zamparelli Collet, Fiorenza Zanenga, Isabella Zani, Liliana Zanotta, Giuliana Zeuli, Claudia Zonghetti.

(elenco firme aggiornato mercoledì 30 aprile 2003)


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per risposte e commenti dei lettori:
cavalierierranti@biblit.it


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