Il non pranzo
alla fattoria di Ukridge
Illustrazione di Paolo Guidotti per Amore fra i polli
ai fornelli: nessuno a causa di un gatto (per colpa sua non può essere acceso il fuoco) rintanato nella cappa del camino
commensali: Geremia Garnet detto Garny (scrittore esordiente), Ukridge (padrone di casa) e sua moglie Millie, prof. Derrick e sua figlia Filli.
luogo e anno: zona marina nei pressi di Combe Regis, Sud dell'Inghilterra, 1906
da Amore fra i polli di Pelham G. Wodehouse, Rizzoli BUR superclassici 1993

Nome di difficile pronuncia questo Ukridge, protagonista di un celebre romanzo di Wodehouse. Dietro questo nome un personaggio anch'esso difficile, strambo che Guido Almansi così dipinge nell'introduzione curata per l'edizione BUR del 1993: «Un genio del debito e dello scrocco, eroe dell'urlo e della sbragatezza, acrobata di imprese commerciali fallimentari, artista della persuasione per via illogica e per bombardamento verbale».

Il fattaccio del pranzo mancato: lo squisito pranzetto, a base di pollo novello e di brodo di gallina, che la cuoca avrebbe dovuto preparare va a monte per via del gatto. E così gli ospiti, oltre a starsene al freddo, si cuccano un pranzo per "giovanissimi" o "affamati". A narrarlo, questo non pranzo, è Geremia Garnet.

«La vista della tavola, quando finalmente entrammo nella sala da pranzo, mi agghiacciò. Era un pranzo per giovanissimi o per affamati. L'irriducibile freddezza e compattezza delle vivande bastavano a fare inorridire uno uomo conscio del fatto che la propria digestione aveva bisogno di essere assecondata. Un'enorme forma di cacio ci stava davanti in atteggiamento quasi da rodomonte. Non saprei come descriverla altrimenti. Aveva un'aria sfacciata, teppista, da nemo me impune lacessit; e mi accorsi che il professore, nel vederla, rabbrividì leggermente. Le sardine, con l'aspetto più untuoso e scontante di qualsiasi altra cosa io avessi mai visto, giacevano nella loro latta natia, al di là della pagnotta. C'era un prosciutto al suo penultimo quarto e un pollo che aveva subìto gravi avarie in occasione di una precedente comparsa sulla mensa. Per finire, una nera bottiglia di whisky se ne stava arcigna presso il piatto di Ukridge».

E dire che uno dei commensali, il professore «aveva la fisionomia – scrive Wodehouse – di colui che beve bordò di un certo anno speciale, o niente».

Giovanna Fumanelli

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