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| Il bollito misto a casa di Caroline Otero |
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| Colette con Toby-Chien | |||||
Ai fornelli: Maria Mendoza, dama di compagnia della Otero
Commensali: Caroline Otero (Lina per gli amici), Colette e altre due donne
Luogo e anno: Parigi, primi anni del Novecento
da Il mio noviziato di Colette, Adelphi 1981, Bompiani 1986
«Solo la fame imperiosa e l'odore del puchero strappavano Lina dalla "bazzica"» sottolinea Colette. Poi, qualche riga avanti, eccola a cena da Lina insieme ad altre due donne, in tavola, ovviamente il puchero (ovvero marmitta).
Scrive Colette:
«La vera festa del palato non è mai la cena con antipasto, primo piatto e arrosto. Su questo eravamo perfettamente d'accordo, Madame Otero e io. Un puchero, il suo manzo, il suo zampetto e il suo lardo grasso, la sua gallina bollita, le sue longanizas (lucaniche), i suoi chorizos (salcicciotti affumicati), tutti i legumi del lesso, una collina di garbanzos (ceci) e di pannocchie di granturco, ecco un piatto per chi ama mangiare... Io ho sempre amato mangiare, ma che cos'era il mio appetito di fronte a quello di Lina? La sua maestà si scioglieva, sostituita da un'espressione di voluttà dolce e di innocenza. Lo splendore dei denti, degli occhi, della bocca lustra era quello di una fanciulla. Rare sono le bellezze che possono abbuffarsi senza decadere! Quando Lina allontanava finalmente il suo piatto, l'aveva bell'e vuotato quattro, cinque volte... Un po' di sorbetto alla fragola, una tazza di caffè e saltava in piedi, stringendosi ai polsi le nacchere».
Giovanna Fumanelli