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| prezzo: 12 euro ISBN: 88-86899-47-5 edizioni Aurora tel. 0458511447 distribuzione in Toscana: a Verona, nelle librerie: disponibile su: |
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| Dovendo parlare di un libro che si intitola La vera storia, senza veli, di Roberto P, collaudatore di carta igienica, il recensore si pone preliminarmente il dilemma: in vista della pubblicazione su un giornale che di solito evita il linguaggio scurrile, userà, al bisogno (pardon, diciamo quando è necessario, perché qui è molto facile cadere in involontariamente maliziosi doppi sensi), la brutta parola m
o ricorrerà a varianti meno crude, vezzeggiativo-bambinesche come cacca o clinico-sanitarie come feci? Risolviamo il dilemma così: abbiamo scritto emme con tre puntini, dora in poi sarà una emme puntata (m.) e stop. Dunque: centoventi godibilissime pagine (con la sigla editoriale delle veronesi Edizioni dellAurora) nelle quali Enrico Linaria racconta le quotidiane avventure o meglio disavventure di un Roberto P che, vivendo in un mondo per tanti aspetti (politici, economici, sociali, familiari) di m., accetta, senza fare troppo lo schifiltoso, un mestiere letteralmente di m.: testare con esperimenti continui, a tutte le ore del giorno, accosciato su un water la qualità della carta della Soft Clean, azienda leader nel settore delle carte igieniche prodotte a Porcari (nomen omen), comune in provincia di Lucca. E appunto quella fetta di Toscana attorno a Lucca e fin giù sulla costa maremmana è il teatro delle tragicomiche vicende del personaggio dalla singolare professione. Enrico Linaria è, come si legge sul risvolto di copertina, il nom de plume di un tipo dallaria solo apparentemente distinta e raccomandabile nato in Maremma nel 1953 e da decenni trapiantato nel Nord Italia. E precisamente nella nordica Verona, ripensando alla Toscana delle sue origini, ha inventato questo libro che nasce da una ammirevole capacità di sfruttare unintuizione che pare elementare ma che costituisce una bella sfida (e diremmo che qui la sfida è decisamente vinta) a non farla morire, questa intuizione, subito allinizio, ma a renderla viva e feconda con una fantasia che si rinnova continuamente, si moltiplica in cento trovate e, soprattutto, lascia il segno graffiante di cui è portatrice la comicità quando non è disgiunta dal sapore anche molto amaro dellironia. Lintuizione è quella di trasformare in realtà da prendere alla lettera ciò che comunemente si dice per metafora: fra tanti lavori che la gente, scontenta, definisce di m., qui abbiamo il modello di un lavoro realmente, letteralmente di m., fatto di assidui, attenti, millimetrici esami degli effetti prodotti dallincontro, guidato da mani esperte, fra m. e carta Soft Clean. Naturalmente con tutti gli effetti di stravolgimento tragicomicamente surreale che la metafora trasformata in lettera produce nel piccolo universo di Roberto P e dei tanti comprimari che interferiscono nella sua storia, come dice il titolo, senza veli (senza veli sulle porcate che avvengono in quel di Porcari, ma con infiniti strati e chilometri di sofficissimi veli della Soft Clean). Il libro (le cui pagine sciorinano anche un corredo di illustrazioni a base di water, carte igieniche, scopini, fotogrammi cinematografici e altre immagini spiritosamente intercalate alla scrittura) fa pensare a molti ascendenti, talvolta anche esplicitamente richiamati dallautore: il cinema trash, la tv, il lavoro di m. nellazienda di m. di Fantozzi: il tutto però virato nel segno di uno straniamento, di una iper-realtà tanto rimarcata da diventare inquietantemente surreale e da possedere lenergia di uno smascheramento di tanti aspetti inameni del nostro presente. Può venire in mente anche qualche precedente più lontano o meno diretto delle cose ora indicate: forse il Marcovaldo di Calvino, con quello straniato modo di vivere le sue amare avventure in città. Forse addirittura il Vitangelo Moscarda di Uno, nessuno, centomila di Pirandello con quel finale estraniarsi da tutto e da tutti, simile a Roberto P che, nellultimo capitolo di questo libro, molla famiglia, lavoro, colleghi della Soft Clean e, in una notte stellata, si isola in un prato deserto e qui, dopo aver pestato e ripestato, nel buio, una m., "Vaffanculo tutto" dice tra sé sorridente. Giulio Galetto, L'Arena, lunedì 9 luglio 2007 |
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