Nonne
da evitare

di Enrico Pieruccini








voto


3 settembre 2006, Folgaria (TN)
Di ritorno da un giro in mountin bike sul Martinella, mi rassetto e mi metto a leggere LE NONNE di Doris Lessing (Universale Economica Feltrinelli, 2006). Il libro contiene tre racconti usciti in inglese nel 2003: The grandmothers (che dà il titolo all'edizione italiana), Victoria and the Staveneys e A love child. Inizio con Le nonne nella traduzione di Monica Pareschi.

Su entrambi i lati di un piccolo promontorio zeppo di ristoranti e caffè si stendeva un mare giocoso e tuttavia composto: nulla a che vedere con l'oceano vero e proprio, che rombava e ruggiva oltre l'imbocco della profonda insenatura e la barriera degli scogli denominata Baxter's Teeth, "i denti di Baxter", nome riportato anche dalle carte nautiche.

Impreco contro Feltrinelli e i suoi editor. Dopo la bellezza dei boschi e dei prati del Martinella perché dovrei punirmi con 'sta roba? Mi fa incavolare quel "mare giocoso e tuttavia composto", due stupidi aggettivi resi ancora più stupidi dal senso avversativo della congiunzione tuttavia sì e no passabile a un cronista che in dieci minuti deve scrivere su un giornalino di provincia il resoconto di un incidente. Ancora peggio la riga sotto con l'oceano "che rombava e ruggiva". E poi, perché la virgola prima di che? Passo a pagina 65, a Victoria e gli Staveney nella traduzione di Elena Dal Pra.

Un buio freddo calava già sul cortile, dove le voci di due gruppi di bambini indicavano a chi arrivava al cancello grande dove dirigere lo sguardo: era già difficile distinguerli. Per una specie di empatia, i bambini del gruppo più numeroso erano in grado di individuare tra le persone che arrivavano chi era lì per loro, e da soli o a coppie schizzavano fuori per essere presi in consegna e accompagnati a casa. Al centro dello spazio, circondato da muri alti con sopra cocci di vetro, c'erano due bambini isolati.

Dal fornello alla brace: addirittura vomitevole. La virgola dopo cortile, i due dove nella prima frase e quell'osceno era già difficile distinguerli buttato lì slegato dal buio da cui dipende. Per non parlare del doppio già e dell'ultima frase che – con i suoi "al centro dello spazio", "circondato" e "due bambini isolati" – pare il rapporto burocratico di un carabiniere delle barzellette.
Sperando nel terzo e ultimo racconto passo a pagina 133, a Il figlio dell'amore nella traduzione di Francesco Francis.

Un giovane scese da un treno a Reading trascinando una valigia, che oscillando rischiò di colpire in faccia un ragazzo.

Ancora una virgola di troppo e accidenti a quell'oscillando. Una valigia trascinata cade rovinosamente giù dal treno rischiando di colpire in faccia un tipo che se ne sta sul marciapiede e il verbo usato è oscillare che indica invece un moto periodico e regolare tra due posizioni! A quel paese la Lessing, la Feltrinelli e i traduttori, decido di farmi un aperitivo con Giovanna nel centro di Folgaria e di mollare il libro nei servizi del bar. Ma ho dei ripensamenti. Non per i sette euro e mezzo che è costato il libro. Penso ai malanni che può causare. Finisco così per buttarlo nel cassonetto della carta
.


DIFESA D'UFFICIO di FELTRINELLI:
nel 1958 pubblicò Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa



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