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bibliografia del mare di Enrico Pieruccini |
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Donatello Bellomo (Busto Arsizio 1953). È autore di tre libri di mare: La settima onda, L'ultima notte sul Normandie e Prigionieri dell'Oceano.
Raffaello Brignetti (Isola del Giglio, Grosseto 1921 - Roma 1978). La sua narrativa è per lo più dedicata al mare. Tra i suoi romanzi marini Il gabbiano azzurro (1967), La deriva (1955), La riva di Charleston (1960).
Samuel Taylor Coleridge (Ottery St. Mary, Devonshire 1772 - Londra 1834). Fumatore d'oppio e assertore dell'essenza misteriosa dell'immaginazione, come poeta è noto in primo luogo per La ballata del vecchio marinaio (The rime of ancient mariner, 1798).
Joseph Conrad (Berdicev, Ucraina 1857 - Bishopsbourne, Kent 1924). Come c'erano i fans dei Beatles e degli Stones, ci sono e ci sono stati i melvilliani e i conradiani. I pezzi forti di Conrad sono Il negro del 'Narciso' (The nigger of 'Narcissus, 1898), Lord Jim (1900), Tifone (Typhoon, 1903) e Racconti di mare e di costa (Twixt land and sea, 1912). A soli diciassette anni Conrad s'imbarca a Marsiglia come semplice marinaio. Dopo avere prestato servizio nella marina mercantile francese, serve in quella britannica dove diventa capitano di lungo corso.
Richard Henry Dana (Cambridge, Massachussetts 1815 - Roma 1882). Da un'esperienza come marinaio dal 1834 al 1836 nasce Due anni a prora (Two years before the mast, 1840). Notevoli le descrizioni della vita di mare e delle dure condizioni dei marinai. Il romanzo di Dana anticipa quella narrativa di mare di cui Melville sarà il massimo rappresentante.
Stefano D'Arrigo (Messina 1919 - Roma 1992). Il suo Horcynus Orca (1975), a cui l'autore si dedica interamente per oltre quindici anni, resta un grande enigma della letteratura italiana: capolavoro o bluffe? Summa di una ricchezza affabulatoria che pesca nella mitologia e nella psicanalisi, il romanzo ha per protagonista il nocchiero della fu Regia Marina 'Ndrja Cambrìa che all'indomani dell'8 settembre 1943 vaga lungo le spiagge calabresi e tenta di raggiungere la Sicilia affidandosi, per attraversare lo stretto, a una "femminota" che contrabbanda sale.
Holger Drachman (Copenaghen 1846 - Hornbaeck 1908). Tra le sue poesie migliori la raccolta Canti del mare (1877) contraddistinta da un sensualismo naturalistico.
Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterets, Soissons 1802 - Puys, Dieppe1870). Il suo capolavoro insieme a I tre moschettieri è Il conte di Montecristo (Le comte de Montecristo, 1844-45)
romanzo fascinoso, nonostante certe inesattezze geografiche, per chi ama il Tirreno e l'arcipelago toscano. Niente male l'arrivo di Dantès: «il bastimento si trovava sul punto di sorpassare l'isola d'Elba; si trovava all'altezza di Marciana, e al di sotto dell'isola piana e verde di Pianosa. Si vedeva fra l'azzurro del cielo la sommità raggiante dell'isola di Montecristo».
Cecil Scott Forester (Fullerton, California 1899 - Londra 1966). È noto per i romanzi che hanno come protagonista il capitano Orazio Hornblower, in particolare Le avventure del capitano Hornblower (Captain Horatio Hornblower, 1939) e Hornblower commodoro e lord (The commodore, 1945).
James Hanley (Dublino 1901 - Londra 1985). La sua cospicua opera narrativa è dedicata al mare, con particolare attenzione al mondo degli emarginati. Tra i suoi romanzi Mare vuoto (Hollow sea, 1938) e Il porto chiuso (The close harbour, 1952).
Petar Hektorovic (Hvar, Dalmazia 1487 - Starigrad 1572). La sua opera più celebre è l'"egloga piscatoria" La pesca e i discorsi pescherecci (1568), gustosa rappresentazione, in lingua croata, della vita delle popolazioni costiere.
Gerard Manley Hopkins (Stratford, Essex 1844 - Dublino 1899). Il componimento più lungo e noto di questo poeta inglese è Il naufragio del Deutschland (The wreck of the Deutschland, 1876), meditazione religiosa che prende lo spunto dall'annegamento di cinque suore in mare.
Richard Arthur Warren Hughes (Weybridge, Surrey 1900 - Londra 1976). In Un ciclone nella Giamaica (A high wind in Jamaica, 1929) racconta la vicenda di un gruppo di bambini catturati da "strani" pirati. In Nel pericolo (In hazard, 1938) affronta, sulla scia di Conrad, i temi dell'avventura in mare e della lotta dell'uomo contro la morte.
Victor Hugo (Besançon 1802 - Parigi 1885). Il messaggio dei Miserabili viene esteso a I lavoratori del mare (Les travailleures de la mer, 1886), opera ricca di immagini fantastiche e surreali con il mare che fa da scenario alla triste condizione proletaria.
Joseph Ruyard Kipling (Bombey 1865 - Londra 1936). Seppure opera minore rispetto a Kim e ai Libri della giungla, va ricordato il romanzo d'avventura Capitani coraggiosi (Captains courageous, 1897). Ci sono poi, tra le raccolte poetiche, I sette mari (The seven seas, 1896).
Pierre Loti (pseudonimo di Julien Viaud, Rochefort-sur-Mer 1850 - Hendaye 1923). Mescolando autobiografia e invenzioni letterarie, è autore di oltre quaranta libri quasi tutti ispirati alla sua esperienza di ufficiale di marina. Tra questi Aziyadé (1879) ambientato a Costantinopoli, Il matrimonio di Loti (Le mariage de Loti, 1880) in quel di Tahiti, La signora dei crisantemi (Madame Chrysanthème, 1887) ambientato in Giappone. Il suo capolavoro è Pescatore d'Islanda (Pecheur d'Islande, 1886), spaccato di vita bretone sul tema della lotta con il mare.
Pierre Mac Orlan (pseudonimo di Pierre Dumarchais, Péronne 1882 - Saint-Cyr-sur-Morin 1970). Nei suoi romanzi rivivono spesso le suggestioni pittoresche delle città di mare. Dal suo Porto delle nebbie (Le quai des brumes, 1927) è tratto il famoso film omonimo di Marcel Carné del 1938 con Jean Gabin, Michèle Morgan e Michel Simon.
Giovanni Marradi (Livorno 1852 - 1922). Nei suoi versi giovanili, soprattutto in Fantasie marine (1881) ci sono descrizioni di paesaggi livornesi
con la Gorgona e la Capraia sullo sfondo.
Frederick Marryat (Londra 1792 - Langham, Norfolk 1848). Ufficiale di marina, è autore di una trentina di romanzi d'avventura quasi tutti ispirati alle sue esperienze marinare. Tra questi Il guardiamarina Easy (Mr Midshipman Easy, 1836) e Il pilota del Tamigi (Poor Jack, 1840).
John Masefield (Ledbury, Herefordshire 1878 - Abingdon, Bergdhire 1967). Tornato in Inghilterra dopo essere stato alcuni anni negli Usa, si afferma come poeta con la raccolta Le ballate del mare (The everlasting mercy, 1911).
Herman Melville (New York 1819-91). Terzo di otto figli, attraversa per la prima volta l'Atlantico come mozzo sulla "Highlander" diretta a Liverpool. Nel 1841, dopo avere peregrinato per vari mari, fa vela per il Pacifico sulla baleniera "Acushnet". Dopo avere disertato, vive alle isole Marchesi e presso i Taipi: nasce da qui il romanzo Taipi (Typee, 1846). Di nuovo il tema autobiografico-marinaresco in Redburn (1849) e in Giacchetta bianca (White jacket, 1850): nel primo la rievocazione della brutale vita di bordo ispirandosi alla prima traversata sulla "Highlander"; nel secondo il resoconto di un viaggio su una fregata della marina americana reso impossibile dai rigori della gerarchia e della disciplina. Abbandonato il filone satirico-cronachistico, nel 1981 esce il suo capolavoro, Moby Dick. Pura epopea "dove il mare scrive la Garzantina della letteratura è omerico e biblico insieme, e diventa il regno dei mostri, del terrore; la balena bianca contro la quale lotta ostinatamente e inutilmente il capitano Achab è il simbolo dell'assurdità del mondo". E ancora, ecco le stupende pagine sulle Galàpagos in Racconti della veranda (The piazza tales, 1856) e il postumo Billy Budd (Billy Budd, sailor, 1924), storia di un marinaio ingiustamente accusato e condannato a essere impiccato, capolavoro assurto a "inno" contro la pena di morte.
Íñigo López de Mendoza, marchese di Santillana (Palencia 1398 - Guadalajara 1458). Tra le sue poesie, scritte in un linguaggio ricco di neologismi latini, la Commedia di Ponza (Comedieta de Ponça, 1444) sulla sconfitta navale di Alfonso V ad opera di Filippo Maria Visconti.
Guido Milanesi (Roma 1875-1956). Molto popolare tra le due guerre per i suoi romanzi e racconti di mare: tra questi, Thàlatta (1910), Fiamme dell'ara (1929), L'ancora d'oro (1931) e Racconti di tutti i mari (1941).
Iris Murdoch (Dublino 1919 - Oxford 1999). Tra i suoi romanzi, Il mare, il mare (The sea, the sea, 1978).
Alvaro Mutis (Bogotà 1923). Il massimo poeta ispanoamericano contemporaneo. È una sua creazione il personaggio del marinaio Maqroll, "viaggiatore senza meta e senza tempo, incarnazione della poetica della 'disperanza'". Storie di mare, non legate a questo suo personaggio, sono anche in L'ultimo scalo del Tramp Steamer (La ultima escala del Tramp Steamer, 1988).
Stanislao Nievo (Milano, 1928). In Il prato in fondo al mare (1974), l'inchiesta sulla ricerca del vapore "Ercole" nel cui naufragio perì, nel 1861, il prozio garibaldino Ippolito, diventa un "viaggio nell'inconscio, anche attraverso l'occultismo". Il mare torna in Le isole del Paradiso (1987) e nella Balena azzurra (1990).
Omero (XII secolo a.C.?) La sua Odissea è forse, in assoluto, il più bel libro di mare di tutti i tempi.
Eugene O'Neill (New York 1888 - Boston 1953). Nel 1909 partecipa a una spedizione esplorativa nell'Honduras. Nel 1910 s'imbarca come marinaio e fa la spola tra Argentina, Sud Africa, Inghilterra e States. Da questa esperienza e dalla lettura di Conrad durante il ricovero, per tubercolosi e alcolismo, in un sanatorio, nascono tre suoi atti unici (i primi) d'argomento marinaresco: In viaggio per Cardiff (Bound east for Cardiff, 1916), Il lungo viaggio di ritorno (The long voyage home, 1917), La luna dei Caraibi (The moon of the Caribbees, 1916). Nobel per la letteratura nel 1936, muore solo, come un cane abbandonato, in una stanza d'albergo.
Alexandros Papadiamantis (Skìathos, isole Sporadi, 1851-1911). Skìathos e la sua povera comunità di pescatori e marinai fanno da sfondo ai suoi oltre cento racconti contraddistinti da una profonda indagine psicologica che si abbina a liriche descrizioni del paesaggio. La lingua è il greco puro della tradizione letteraria con l'uso frequente del demotico nei dialoghi.
Edgar Allan Poe (Boston 1809 - Baltimora 1849). Il suo unico romanzo, Le avventure di Gordon Pym (The narrative of Arthur Gordon Pym, 1838), è il resoconto di un viaggio per mare che inizia su una baleniera che naufraga dopo un ammutinamento. Dopo l'apparizione di una nave fantasma con sopra cadaveri in putrefazione, il viaggio prosegue sulla "Jane Guy" in rotta verso il Polo Sud: qui un'arcana gigantesca figura bianca prefigura gli arcani del Moby Dick di Melville.
Katherine Anne Porter (Indian Creek, Texas 1890 - Silverspring, Maryland, 1980). È un mare soprattutto metaforico quello della Nave dei folli (Ship of fools, 1962), frutto di oltre vent'anni di lavoro e pochissimo apprezzato dalla critica. Riprendendo il tema allegorico di Das Narrenschiff (1494) di Sebastian Brant, qui i nuovi "stolti", ciechi strumenti inconsapevoli dell'avvento del nazismo, sono i passeggeri del transatlantico "Vera" che nel 1931 rientra in Germania dal Messico.
Hugo Pratt (Rimini 1927 - Losanna 1995). In questa bibliografia non poteva mancare, per la sua valenza letteraria, il personaggio del giramondo Corto Maltese ideato nel 1967 e le cui avventure furono pubblicate su "Linus" a partire dal 1972.
Augusto Roa Bastos (Asunciòn 1917). Affermatosi con i romanzi Figlio di uomo (Hijo de hombre, 1960) e Io il Supremo (Yo el Supremo, 1974), scrive, nel 1992, La veglia dell'Ammiraglio (La vigilia del Almirante) incentrato sulla figura di Cristoforo Colombo.
Gerhard Roth (Graz 1942). Dopo la sperimentazione linguistica degli anni 70 e una successiva fase realistica, nel 1995 pubblica Il mare (Die See).
Raymond Roussel (Parigi 1877 - Palermo 1933). È del 1910 la sua opera più nota, Impressioni d'Africa (Impressions d'Afrique), dove sono narrate le paradossali vicende di alcuni naufraghi fatti prigionieri da un re indigeno e sottoposti a prove bizzarre prima di essere liberati.
Aksel Sandemose (Nykøbing, Jutland 1899 - Copenaghen 1965). Dopo numerose esperienze di viaggio scrive i Racconti del Labrador (1923) e altre opere in stile Conrad. Poi, con Un marinaio sbarca (1931) e con i libri successivi, dal realismo passa all'analisi psicologica dei personaggi.
Leonardo Sciascia (Racalmuto 1921 - Palermo 1989). Nel "mare magnum" dei suoi numerosi scritti sulla Sicilia, anche i racconti del 1971 Il mare colore del vino.
Peter Seeberg (Jutland 1925). È del 1978 Al mare dove racconta minuto per minuto la domenica trascorsa al mare da una quarantina di persone.
Ghiorgos Seferis, pseudonimo di Ghiorgos Seferiadis (Smirne 1900 - Atene 1971). «Nella sua opera poetica riferisce la Garzantina della letteratura la desolazione della Grecia diventa simbolo e metafora di una desolazione più vasta che riguarda l'età contemporanea (Leggenda del 1935 e Gimnopedia del 1936), ma la disperazione è accompagnata da un fermo impegno morale, così come il paesaggio greco pietrificato riceve il soffio del mare, il suo ritmo vitale».
Anna Seghers, pseudonimo di Netty Reiling (Magonza 1900 - Berlino Est 1983). Notevole il suo primo romanzo, La rivolta dei pescatori di Santa Barbara (Der Aufstand der Fisher von St. Barbara), uscito nel 1928.
Semonide di Amorgo (Samo, VII sec. a.C.), poeta greco. Il più noto dei suoi giambi (tradotto da Giacomo Leopardi), passa in rassegna dieci tipi di donne paragonandole alcune ad animali, altre a elementi naturali. Il mare, in questo gioco di paragoni, simboleggia l'incostanza. Ne è una successiva conferma Il detto "promessa da marinaio"?
Tobias Smollett (Dumbartonshire, Scozia 1721 - Antignano, Livorno 1771). Dopo la laurea in medicina e dopo avere tentato, senza successo, di scrivere per il teatro, s'imbarca su una nave da guerra inglese come assistente chirurgo. Questa esperienza gli ispira Le avventure di Roderick Random (The adventures of Roderick Random, 1748), romanzo dai toni picareschi che risente dell'influenza della Storia di Gil Blas di Santillana (Histoire de Gil Blas de Santillana, 1715-35) di Alain-René Lesage. Interessante anche il resoconto Viaggi in Francia e in Italia (Travels in France and Italy, 1766), miniera di aneddoti e di annotazioni da "puzzetta sotto il naso".
Robert Louis Stevenson (Edimburgo 1850 - Isole Samoa 1894). Dopo una giovinezza ribelle, diventa avvocato ma non eserciterà mai la professione. Malato di tisi e desideroso di avventura, nel 1888 parte per una crociera nel Pacifico e nel 1891 si stabilisce nelle Isole Samoa circondato dall'affetto degli indigeni che lui si trova spesso a difendere dalle prepotenze dei bianchi. Il mare, molto presente nell'Isola del tesoro (Treasure island, 1883), torna nei racconti d'ambiente polinesiano I trattenimenti delle notti dell'isola (The island nights' entertainments, 1893) e nel postumo Nei mari del Sud (In the South seas, 1896).
Storia tragico-marittima: "raccolta la definisce la Garzantina della letteratura di dodici relazioni di naufraghi pubblicata in due volumi (1735-36) a Lisbona da Bernardo Gomes de Brito e divenuta prototipo di un genere letterario antieroico e realistico".
John Millington Synge (Dublino 1871-1909). Dopo studi musicali e letterari, assimila a Parigi la lezione dei simbolisti e conosce William Butler Yeats che gli consiglia lunghi soggiorni nelle isole Aran (Irlanda). Ispirandosi all'ambiente e al linguaggio di queste isole, scrive diversi drammi che hanno per protagonisti contadini e pescatori celti. Tra questi Cavalcata a mare (Riders to the sea, 1904).
Giovanni Verga (Catania 1840-1922). Dopo gli esordi patriottici e i romanzi passionali, Verga approda al verismo. Tra i romanzi di questa nuova fase, la migliore, spicca I Malavoglia (1881): non è un romanzo di mare ma l'incipit è tutto marino col naufragio della Provvidenza (la barca dei Toscano, detti "Malavoglia", pescatori di Aci Trezza), la perdita del carico di lupini e la morte in mare di Bastianazzo. Forti le metafore marine in tutto il libro: c'è l'"ideale dell'ostrica", ovvero la "difesa dall'urto della marea" (che però investe tutti dopo il naufragio della barca) e il mondo visto come un "pesce vorace" che inghiotte coloro che spezzano il vincolo tutelare della comunità.
Jules Verne (Nantes 1828 - Amiens 1905). Tra gli oltre sessanta volumi pubblicati tra il 1863 e il 1911, c'è le science-fiction marina dei Figli del capitano Grant 1867-68), di Ventimila leghe sotto i mari (1869-70) e dell'Isola misteriosa (1874). Con i proventi delle pubblicazioni si comprò uno yacht con cui navigò a lungo tra Inghilterra, Scandinavia e America del Nord.
T'ao Yüan-Ming (365-427). Ritiratosi a vita privata dopo avere lavorato nella pubblica amministrazione, scrive il componimento in prosa (divenuto famoso) La fonte dei fiori di pesco dove descrive il fantastico viaggio di un pescatore nel paese felice dell'utopia.
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