Nasce l'8 dicembre del 1929 da padre sconosciuto. La vita di una ragazza madre, in una Vicenza provinciale e bigotta, è difficile. Goffredo cresce isolato, sempre chiuso in casa. Per lui inventano la storia che il padre era morto. Eravamo io, mia, madre, i nonni". "Io stavo sempre al davanzale a guardare gli altri ragazzi che giocavano per strada. A me non era permesso andare a giocare con loro.
Il nonno aveva una piccola fabbrica di biciclette, ma fallì l'anno in cui sono nato. Antonio Marchetti, in quanto imprenditore, soccombe alla grande crisi economica. Riprende allora lattività originaria di meccanico. Ricorda Goffredo: era dolce, buono e abile; io la notte mi sognavo certi giocattoli, e lui di giorno me li costruiva.
Morto il nonno Goffredo ha otto anni la madre sposa il giornalista Osvaldo Parise, direttore del Giornale di Vicenza, che sei anni più tardi darà a Goffredo il proprio cognome.
A scuola è un disastro. Non sa scrivere. Ma va avanti, medie, liceo. Poi cè la guerra: poco più che quindicenne, partecipa alla Resistenza, nelle fila del Partito d'Azione.
Prende la maturità. Si iscrive all'Università di Padova, frequenta corsi di filosofia, medicina, matematica, senza raggiungere la laurea.
Notorietà e riconoscimenti arrivano nel 53 con il secondo romanzo, La grande vacanza. Eugenio Montale lo recensisce sul Corriere della Sera.
Nel frattempo, nel '52, con una valigia di cartone legata con uno spago, con in tasca poche lire, si era trasferito a Milano per lavorare alla casa editrice Garzanti. Le tracce di questa vicenda personale saranno il nucleo fondante del Padrone. Livio Garzanti, che forse si vide riflesso nel personaggio del dottor Max, non volle pubblicare il romanzo, che uscì poi da Feltrinelli.
Allora Parise era già uno scrittore famoso: Il prete bello era uscito nel 1954. In quegli stessi anni era iniziata la collaborazione con il Corriere della Sera, che si protrarrà per trentanni.
Schivo e chiuso di carattere, arriverà attraverso un percorso forse anche per lui in atteso a calcare la scena del nascente spettacolo mediatico. Dell'Italia del 'miracolo economico' sarà non solo testimone e narratore, ma anche protagonista in prima persona: non ancora trentenne, alle pendici del Monte Berico, dà inizio ai lavori di una villa con il tetto a forma di ali di gabbiano. A Roma si avvicina al mondo del cinema. Gira con una MG spider rossa. Lascia la moglie e si lega alla pittrice Giosetta Fioroni. Inviato speciale del Corriere, viaggia in ogni dove. Riceve premi, guadagna e spreca denaro.
Così gli anni sessanta e settanta. Gli anni ottanta sono segnati da un serio peggioramento delle condizioni di salute. Muore il 31 agosto 1986.