In vista del Congresso letterario di San Pellegrino Eugenio Montale è chiamato a presentare un giovane poeta, da lui scelto. Fiducioso nel proprio fiuto, ma anche mosso da un certo spirito di provocazione, dà credito ai versi inediti, ricevuti per posta, di uno sconosciuto.
Così, nellestate del 1954, lautore, Lucio Piccolo, è invitato al convegno. Viene unanimemente riconosciuto il suo valore, nonostante sia ben distante dalle attese. Non è un giovane. È un distinto cinquantenne, un barone siciliano, che arriva accompagnato da un servitore e dal cugino, di ancor più nobile lignaggio, e di qualche anno più anziano: Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
Linatteso successo di Lucio è la motivazione che mancava. Alla fine dellanno inizia a lavorare al suo romanzo. Lidea gli ronzava in testa da anni. Inizialmente, una giornata nella vita di un suo antenato, al momento dello sbarco dei Mille in Sicilia. Sarà invece la vicenda di Fabrizio Salina, il Gattopardo, capo di una famiglia della più alta aristocrazia siciliana, ma anche uomo di acuta intelligenza critica, ai tempi del tramonto del regno borbonico, dell'impresa garibaldina e della costituzione del Regno d'Italia.
Giuseppe Tomasi, duca di Palma e principe di Lampedusa, era nato a Palermo il 23 dicembre del 1896, unico figlio maschio di Giulio Maria Tomasi e Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò.
Frequenta prima a Roma, poi a Palermo il liceo classico. Si iscrive, senza raggiungere la laurea, alla facoltà di Giurisprudenza dellUniversità di Roma. È ufficiale dellesercito fino al 1925. Finché si ritira in Sicilia. Se ne allontanerà solo per qualche viaggio.
Nel 1956 il romanzo è terminato. È rifiutato dalla Mondadori. Così come, allEinaudi, da Elio Vittorini che lo giudica oleografico.
Tomasi ne è gravemente amareggiato. Nel 1957 gli venne diagnosticato un tumore al polmone, che in pochi mesi lo porta alla morte.
Ma intanto il romanzo è segnalato da Elena Croce a Giorgio Bassani, che pubblica con Einaudi, ma è consulente della Feltrinelli: casa editrice agli esordi, fondata nel 1955, affermatasi proprio nel 57 con il Dottor Zivago di Pasternak, accetta di pubblicare questo romanzo anomalo, così diverso dalla corrente letteratura di quegli anni.
Fin dalla prima uscita, nel novembre 1958, Il Gattopardo incontra uno straordinario successo, in Italia e allestero. Successo ribadito nel 1963 dal film rispettoso del testo originale e ben riuscito di Luchino Visconti.
L'autore e l'opera dispiacciono ai critici con la puzza sotto al naso, perché sfuggono al controllo. Ma la fama postuma ripaga chi ha vissuto e scritto 'fuori dal tempo'.